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LO SPAZIO CLONATO di Luigi Bello 22/10/2006 Il mio concetto di architettura abbraccia l'intero ambiente della vita umana; non possiamo sottrarci all'architettura, finché facciamo parte della civiltà, poiché essa rappresenta l'insieme delle modifiche e delle alterazioni operate sulla superficie terrestre, in vista delle necessità umane, eccettuato il puro deserto.
Esiste la possibilità di distinguere un luogo naturale da un luogo artificiale?
C’è apparentemente un modo per distinguere un luogo artificiale da un luogo naturale e questo è distinguere un luogo in cui è presente un “artifizio” umano da un altro in cui l’uomo non è intervenuto, non ha lasciato un segno.. luogo dove non ha alterato, rimosso, spostato, gli elementi di cui esso è composto. Ma diventa a tal punto difficile immaginare ormai luoghi in cui l’essere umano non è stato presente se non luoghi naturali, paradisi terrestri così definiti, considerati per assurdo luoghi con una qualità elevata. Per assurdo proprio quei luoghi che l’uomo non ha modificato. Ma come?.. siamo così ostinati a creare “nuovi” luoghi per la nostra vita spinti dall’istinto naturale di creare “nuova qualità” che consideriamo livelli superiori ancora luoghi su cui non abbiamo applicato le nostre regole, i nostri percorsi, la nostra esperienza, la nostra scienza…scienza come mi piacerebbe intendere al servizio dell’uomo, al servizio della natura per l’uomo.. scienza dell’uomo. E’ difficile pensare che esistano luoghi in cui non è presente il segno dell’uomo, è difficile pensarlo se si riconoscono come luoghi anche gli spazi fisici che collegano i luoghi, è difficile pensarlo soprattutto se si riconosce che l’uomo è “artifizio” della natura e essere naturale come la natura è “artefizio” continuo degli elementi da cui essa stessa è a sua volta composta. Tutto questo allora diventa superfluo, come diventa superfluo considerare un “luogo” come qualcosa di ipotetico, non visibile, estraneo all’essere umano.
Perché interferire con lo spazio per creare “luoghi”?
Istinto naturale, spirito di sopravvivenza, organizzazione spaziale, necessità, azione, “utilizzo”, consumo, riproducibilità, spreco, caos, solitudine..
Suggestione
Cos’è oggi l’architettura? La risposta alla domanda “perché interferire con lo spazio? La conseguenza di necessità? consumo? ‘utilizzo’? … o forse spreco, caos, solitudine?… L’architettura oggi è suggestione… immagine.. ma anche forza.. potere.. sovradimensione… Chi è in grado oggi nella cultura europea di sentire l’esigenza di organizzazione spaziale?.. di dimensione umana?… L’individuo singolo.. la massa.. la classe media borghese… vogliono organizzazione spaziale?... Forse noi, e loro stessi, amiamo incantarci con l’arte della suggestione.. … il fascino del possesso del bello è più suggestivo del bello in se..
Caso e necessità.. luogo di scambio e luogo privato
Poniamo due estremi del vivere… caso e necessità. … l’uno genera le interferenze, gli scambi, le occasioni… crea le relazioni in un luogo di scambio.. … l’altro crea luoghi… punti di riferimento.. li crea ..li struttura.. li organizza… Ora per intuito immediato possiamo immaginare che il luogo simbolo del ‘caso’ è la strada.. la via di comunicazione…il luogo simbolo della ‘necessità’ è invece la casa.. l’abitazione.. e poi sviluppando i due punti chiave possiamo fare un elenco di luoghi legati al caso e un elenco di luoghi legati alla necessità.. Caso: strade, piazze, aeroporti, stazioni dei treni, canali, vicoli… Necessità: case singole, case residenziali, ospedali, scuole, edifici pubblici, luoghi di lavoro…. Ma in realtà molti dei luoghi si identificano sia con caso che necessità… la stazione, l’aeroporto, sono luoghi di relazioni necessarie (il trasporto di persone) ma anche un luogo di relazioni occasionali, non organizzate e stabilite.. luoghi di potenziale comunicazione… così come la scuola, edificio necessario per l’istruzione, è anche un forte luogo di incontro dove nella casualità dell’organizzazione le persone si conoscono perché messe l’una vicina all’altra…. così come l’ospedale … ma soprattutto i luoghi di lavori diventano forti poli di scambio proprio perché il lavoro occupa la maggior parte del tempo delle persone… Parliamo di ‘potenzialità’ dei luoghi…. Non di ‘realtà’ dei luoghi.. … gli aeroporti oggi sono perfette macchine di ‘non comunicazione’.. così come le stazione e altri nodi centrali di comunicazione.. lo sono nella misura in cui non sono stati pensati per essere luoghi di scambio sociale ma solo nodi funzionali e .. perché no… ‘suggestivi’…….
E la casa?
La casa oggi cos’è?... La dimora nasce per un esigenza naturale di luogo protettivo dove l’individuo cresce e sviluppa le proprie capacità fisiche e intellettive al riparo del mondo esterno… il mondo esterno… il mondo esterno un tempo era la natura che minacciava l’integrità fisica dell’essere umano e oggi lo è ancora ma è anche la città.. le altre case, le strade, i luoghi di lavoro.. luoghi a loro volta creati per l’essere umano e quindi luoghi sicuri.. a misura d’uomo.. la vita media di un individuo (si parla sempre di una società occidentale) è fatta di tutti i luoghi.. la casa.. l’ufficio.. la strada.. i luoghi che dominano l’individuo sono sempre molteplici e mai isolati.. solo la casa rappresenta l’elemento proprio.. sicuro.. isolato… per chi lo è.. ma anche la casa è oggi un LUOGO di SCAMBIO.. non più necessità ma caso e necessità… Lo sviluppo tecnologico ha permesso questo… ogni dimora è come una porta LAN collegata al resto del mondo… le scienze della comunicazione oggi lo permettono.. quasi forzano la porta di ogni casa per metterle in rete…
Organizzazione spaziale o rete di comunicazione?
La casa in rete… domotica, internet, wireless… sembrano cose alla portata di tutti… sembrano.. diventano necessità… ma tutta questa voglia di comunicare.. questa rete fitta di informazioni.. è lo specchio della nostra società? Ci riflettiamo dentro diventando l’immagine di ciò che siamo… lo spazio si modella ancora una volta.. la casa assume forme e esigenze nuove mantenendo però i suoi aspetti primari.. l’abitare.. il vivere il proprio spazio… lo spazio privato… Nuova necessità: un cavo.. collegato con il resto del mondo.. perché l’isolamento non diventi antiumano…
La casa nel reale e nell’immaginario… necessita’
Ora prendiamo un individuo che cerca una nuova dimora… vediamo cosa cerca.. quali sono le sue necessità…. Fase 1: Casa vicino al luogo di lavoro… posto auto (fondamentale)… prezzo accessibile (fondamentale)… luogo sicuro.. … ascensore se possibile… un giardino se può permetterselo.. poche spese condominiali… Fase 2: arredamento economico… o molto costoso (dipende dalla condizione sociale)… Ikea.. muratore, idraulico, imbianchino, elettricista amici o amici di amici per pagare poco e avere subito.. quello che serve.. niente di più… e poi… la televisione LCD.. fondamentale… poi sky..digitale terrestre ..internet.. O… l’altro polo economico.. il MODELLO…: design importante.. modernariato.. materiali preziosi o di moda.. tanta arte.. finta.. vera.. poco importa.. l’architetto con una buona conoscenza e un buon gusto.. consigliato e riconosciuto da amici… e poi.. la televisione LCD.. fondamentale… poi sky..digitale terrestre ..internet.. Fase 3: la casa è pronta per ‘abitare’… colazione ..lavoro… doccia.. cena.. tv.. letto.. e via… e il weekend… il CENTRO COMMERCIALE e le code in auto…
Mah… queste sono le necessità… ?.. o c’è altro… La dimensione degli spazi interni.. la posizione della zona notte rispetto al sole.. la vivibilità di ogni singolo ambiente.. la disposizione spaziale.. la forma degli ambienti … l’aerazione.. la luce naturale.. l’altezza dei soffitti… la posizione delle finestre.. le finestre (quando ci sono)… le persone che vivono intorno.. i luoghi verdi raggiungibili.. le temperature di inverno e d’estate.. la capacità di una casa di essere ospitale.. funzionale anche ad esigenze occasionali come handicap temporanei.. la vista dalle finestre.. gli spazi esterni privati.. la luce dell’’ambiente nei diversi momenti della giornata… il nucleo centrale della casa.. … queste cose sono reali o fanno parte dell’immaginario non collettivo di qualche architetto o idealista?…
La cultura del Vivere e dell’Abitare
Esiste una cultura dell’abitare? Senza dubbio la cultura dell’abitare ha segnato l’esperienza umana dagli inizi… cos’è allora che apparentemente manca o sembra contraddirla? C’è stata, dal boom industriale e economico, una svolta radicale dell’abitazione.. questo è visibile e chiaro anche per chi osserva meno la realtà dei luoghi che lo circondano… quello che sembra meno evidente è che è in corso una forte influenza sulle necessità dell’abitare.. una forte influenza sul modo di vivere…
Rivoluzione industriale – utopie rivoluzione tecnologica – nuovo modello?
Quello che ha generato la rivoluzione industriale è stato un fenomeno straordinario e al tempo stesso rivoluzionario.. lo sviluppo industriale ha stravolto la cultura dell’abitare e ha creato modelli, strutture con una dimensione e una molteplicità impressionante, danneggiando inevitabilmente il ‘culto’ dell’abitazione.. e la reazione è stata altrettanto straordinaria dal punto di vista sociale e architettonico.. dapprima nuovi modelli sono nati come reazioni immediate o utopie impensabili.. e sulla base degli stessi di nuovo l’organizzazione spaziale ha cercato i suoi luoghi più caratteristici.. le sue necessità primarie, le nuove gerarchie spaziali per rendere i luoghi vivibili, abitabili. E il boom tecnologico? È ancora in corso? Sono già visibili le reazione a questo nuovo stadio della società? Il fenomeno dovrebbe verificarsi nello stesso modo degli eventi che l’hanno preceduto: boom economico industriale – nuovi luoghi – reazioni – proposte di modelli – nuovi luoghi sulla base dei modelli… Oggi nella società moderna non avviene proprio così.. è qui che bisogna accentuare la tipologia così particolare del fenomeno: la società reagisce.. ma in una pluralità di modelli e non modelli… il mercato globale crea un modello di vita sociale e di spazi in cui relazionarsi e vivere… lo propone.. lo vende.. lo forza con una politica forte e vincente.. quasi un potere sugli individui e sullo spazio.. - una parte della società accetta il modello proposto e ne coglie la ‘suggestione’ che gli viene proposta con un ‘enfasi spaziale’, vive, si riproduce e ‘abita’ nel mondo che gli viene proposto senza alcuna particolare interferenza comunicativa.. la comunicazione è totalmente monodirezionale… - un’altra parte della società sensibile reagisce con un non-modello.. quasi un anarchia sociale e spaziale.. - un’altra parte ancora ..più sensibile… difficilmente identificabile con una classe sociale, un settore che non è solo creativo, artistico, ma anche economico, gestionale… vive la stessa suggestione degli spazi ma ne coglie il piacere più vero.. riconosce luoghi e non luoghi, reagisce con stimoli efficaci all’organizzazione spaziale proposta, vive.. interferisce continuamente con il modello proposto… ed è in grado di creare a sua volta nuovi luoghi in tempi ristrettissimi… alcuni quartieri delle città europee si modificano grazie a queste interferenze, a questi individui capaci di misurarsi con lo spazio e gli altri individui, capaci di interferire anche con l’altra parte della società che vive per inerzia, quella parte che così tanto critico come assuefatta dalle false necessità che non riconosce che un luogo è ben lontano dalle sue necessità.. che permette che certe costruzioni, certe vie, certi quartieri interi, vengano pensati e realizzati con una forte non curanza delle necessità primarie di un luogo. Il mercato può determinare le leggi delle necessità ma non può in ogni caso cambiarle radicalmente, le necessità generano la domanda e l’offerta gioca il suo ruolo sulla domanda stessa.
modelli sociali - Potere Spazio – modelli spaziali
Non è poi così una novità che alcuni modelli sociali siano la base di piu’ visibili modelli spaziali. Organizzazione spaziale vuol dire anche gerarchie, potere… e l’influenza che ha il potere sullo spazio creato è notevole.. basti pensare ai modelli spaziali della storia.. i più evidenti sono gli edifici militari, le prigioni… spazi e luoghi creati per una funzione.. il controllo…. gli stessi modelli sono stati poi applicati ai collegi per l’insegnamento, agli ospedali.. ai casermoni operai della rivoluzione industriale , ai grandi quartieri residenziali e a tutta l’edilizia popolare.. il potere che queste costruzioni esercitano sull’individuo è un potere di organizzazione, ma anche di controllo.. di gestione.. di modellazione… nella società contemporanea avviene anche questo, ma con una complessità di fenomeni e luoghi più difficile da riconoscere… Può un luogo influenzare l’individuo? può un luogo esercitare sull’individuo un potere sociale? La risposta sulla base dei modelli sarebbe evidentemente positiva. Ma cosa sta alla base della creazione di un luogo? La necessità… dalla necessità nasce il luogo in grado di rispondere a questa necessità… Un luogo può influenzare anche il pensiero di individuo ma solo nella misura in cui è in grado di valorizzare le sue vere necessità e non certo nella misura in cui opera una costrizione sullo stesso come spesso si presume che avvenga.. Lo spazio deve essere articolato e pensato per l’individuo stesso.. non necessariamente solo funzionale.. le parole funzione e necessità devono comprendere tutti gli aspetti dei fenomeni in gioco.. sottovalutarne alcuni o molti non crea luoghi ma un potere dannoso per la cultura del vivere…
La Città
Cos’è, cosa può o cosa deve essere? La città è il luogo dell’architettura.. la città è il simbolo dell’umanità… è anche il banco di prova in cui tutte le leggi e le teorie dell’architettura dialogano e si scontrano.. dove nascono e muoiono… la città di oggi non è solo un nucleo ma un polo di una fitta rete di infrastrutture che diventano a loro volta ‘architetture’… la città è il luogo in cui si manifesta l’ esigenze primaria dell’essere umano.. l’’aggregazione’.. il luogo delle relazioni sociali… e la città deve essere il luogo in cui il più possibile l’architettura non deve fallire ma esaltare la forma, il contenuto, la ‘necessità’ e il ‘caso’…. Molte delle più importanti città oggi stanno operando una propria evoluzione interna.. si stanno riappropriando di zone e territori in cui l’architettura non aveva lasciato il suo segno in maniera forte e decisa.. l’architettura oggi, presa in causa forse da esigenze più strettamente economiche, sta cambiando la propria pelle per adeguarsi al grande boom tecnologico.. per esaltare la sua forma e la sua bellezza, per quasi ‘spaccare’ il contesto in cui è stata precedentemente rimossa.. esclusa.. delusa… e questo fenomeno non interessa solo la cultura occidentale ma avviene in molte capitali del mondo.. i mezzi di comunicazione parlano di ‘nuove tendenze dell’architettura’.. nel mondo dell’esaltazione dell’immagine sono e devono essere nuove tendenze.. ma sono anche suggestione, enfasi.. provocazione.. a volte delirio.. e allo stesso tempo costituiscono una nuova linfa.. nuovi nodi in cui il substrato e l’intorno si reinterpretano.. il caos non va gestito e gerarchizzato.. ma più semplicemente influenzato… distratto.. coinvolto… Un nuovo segno crea una ‘dimensione’ … la possibilità di misurazione là dove prima sembrava impossibile.. e nella dimensione si cerca un nuovo equilibrio.. nuovi spazi nascono come singoli avvenimenti e creano a loro volta nuovi ‘spazi di relazione’.. identificabili.. ‘dimensionabili’… L’architetto nelle sue mani ha un potere unico… dimensionare lo spazio.. creare relazioni… interferire con il mondo esterno…
ARCHITETTO – REPORTER
Lo sguardo che ci poniamo oggi verso l’architettura non può più essere quello di un semplice turista che insegue le insegne luminose.. i luoghi consigliati da amici o da guide specializzate… lo sguardo che cerchiamo di avere oggi è quello di un reporter capace di cogliere i fenomeni, le relazioni sociali fra gli individui, la dimensione degli spazi, la loro posizione, la luce e “il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce” come sostiene Le Corbusier.. un reporter capace di interpretare gli elementi.. capace di fermare la sua immagine nell’apparente gioco casuale di riflessi… nell’apparente ‘enfasi’ di luoghi ‘clonati’.
ETIMOLOGIA
ARCHITETTO: colui che fa il disegno dell’edificio e presiede alla sua costruzione.
ABITARE: avere consuetudine in un luogo.
DIMENSIONE: misura o estensione dei corpi rispetto alle loro tre proprietà commensurabili, lunghezza, altezza e profondità.
CASA: luogo coperto, riparo.
CASO: fatto particolare, determinato, ogni fatto azione o cosa che sia accaduta, cha accada, o stia per accadere.
CAOS: vuoto originale, elementi mescolati allo stato confuso, spazio incommensurabile.
CULTO: tributo di onore e di venerazione verso persone o cose che ne siano degne.
DELIRIO: Freud scrive ‘la formazione delirante che noi consideriamo il prodotto della malattia costituisce in verità il tentativo di guarigione, la ricostruzione’.
ENFASI: forza, efficacia del parlare, faccio apparire, si dice più di quello che veramente è.
FUNZIONE: l’atto del fungere, adempimento, esecuzione, esercizio di un atto, incombenza, operazione, azione, atto, esercitare, accudire, compiere.
INSINUAZIONE: introdurre destramente a poco a poco nell’animo altrui, penetrare celatamente.
NECESSITA’: estremo bisogno, stato e condizione di una cosa che non potrebbe essere altrimenti, mancanza di una cosa.
POTERE: forza, diritto, autorità, forza di sostenere.
SOLITUDINE: luogo non frequentato, persona che vive senza compagnia.
SUGGESTIONE: suggerire la risposta, dire ad altri ciò che non vorrebbe, tale che suggerisce la risposta.
VIVERE: essere al mondo, dimorare in un luogo, seguire un sistema di vita, godere la vita.
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